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Guerra in Medio Oriente, la Ue valuta il razionamento dei carburanti e un nuovo ricorso alle riserve strategiche

  • Posted on April 3, 2026
  • Economia
  • By Il Fatto Quotidiano
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Guerra in Medio Oriente, la Ue valuta il razionamento dei carburanti e un nuovo ricorso alle riserve strategiche

L’Unione europea, come da annunci dei giorni scorsi, inizia a prepararsi apertamente a scenari di emergenza energetica, inclusa l’ipotesi di razionamento dei carburanti e un nuovo ricorso alle riserve strategiche. “Stiamo valutando tutte le possibilità”, ha detto al Financial Times il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, avvertendo di nuovo che lo choc legato alla guerra in Medio Oriente sarà “di lunga durata”.

“Questa sarà una crisi lunga” e “i prezzi dell’energia saranno più alti per molto tempo”, ha spiegato, aggiungendo che per alcuni prodotti più “critici” “ci aspettiamo che la situazione sia persino peggiore nelle prossime settimane”. Quando carburanti e gas, causa chiusura di fatto dello stretto di Hormuz e attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo, inizieranno a scarseggiare oltre ad essere molto più costosi.

“La nostra analisi è chiaramente che si tratterà di una situazione prolungata e i Paesi devono assicurarsi di avere ciò di cui hanno bisogno”. Per ora “non siamo ancora in una crisi di sicurezza dell’approvvigionamento”, ma si stanno già preparando misure per affrontare “effetti strutturali e duraturi” del conflitto.

L’ipotesi di razionamento riguarda in particolare prodotti come il carburante per aerei o il diesel, anche se la Commissione precisa che non è ancora necessaria: “Ci stiamo preparando agli scenari peggiori, anche se non siamo ancora a quel punto”, ha detto Jørgensen. “Meglio essere preparati che pentirsi”.

Tra le opzioni sul tavolo ci sono anche modifiche regolatorie per facilitare le importazioni, ad esempio allentando gli standard sul jet fuel o aumentando le miscele di etanolo nei carburanti.

Sul fronte delle scorte, il commissario non esclude un nuovo rilascio delle riserve strategiche: “Non escludo questa possibilità se la situazione dovesse peggiorare”. I Paesi Ue hanno già partecipato il mese scorso al più grande rilascio coordinato di petrolio della storia per contenere i prezzi.

Infine, Jørgensen ha escluso modifiche immediate alla linea europea sul gas russo: niente stop anticipato alle importazioni di GNL nel 2026. L’eventuale sostituzione con forniture statunitensi o di altri partner, ha spiegato, resta compatibile con il funzionamento del “mercato libero”.

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Il Fatto Quotidiano