Tuttiquotidiani is completely free. Every day we aggregate news from 100+ sources and generate original AI summaries for you. Help us keep the service running with a small donation, or become TQ Pro for just €1/month.

È morto Vittorio Messori, addio al grande scrittore cattolico di “Ipotesi su Gesù”: Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo”

  • Posted on April 4, 2026
  • Cultura
  • By Il Fatto Quotidiano
  • 0 Views
È morto Vittorio Messori, addio al grande scrittore cattolico di “Ipotesi su Gesù”: Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo”

Vittorio Messori, scrittore, giornalista e il più celebre apologeta cattolico del secondo Novecento, è morto all’età di 84 anni nella sua abitazione a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia. La sua assistente personale, Rosalia Bontà, ha reso noto che “il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo”. Da tempo lo scrittore conviveva con un pacemaker, ma a risultare fatale è stato un grave attacco cardiaco. Un dettaglio temporale che aggiunge una suggestione spirituale alla sua scomparsa, proprio come accadde quattro anni fa alla moglie, la giornalista e scrittrice Rosanna Brichetti, venuta a mancare nel giorno di Sabato Santo.

Dall’agnosticismo alla folgorazione del Vangelo

Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 16 aprile 1941, Messori crebbe in un ambiente familiare permeato dall’anticlericalismo tipico dell’Emilia di quegli anni. Trasferitosi a Torino nel Dopoguerra, frequentò il liceo classico D’Azeglio per poi iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche, formandosi in un contesto profondamente razionalista e agnostico, allievo di giganti del pensiero laico come Luigi Firpo e Norberto Bobbio. Sotto la loro ala (e quella di Galante Garrone) si laureò in Storia del Risorgimento nel 1965. Tuttavia, il vero punto di svolta della sua vita si era già consumato nel luglio del 1964. Una lettura intensa e folgorante dei Vangeli lo portò a una profonda e irremovibile conversione al cattolicesimo. Da quel momento, l’intera sua parabola esistenziale e professionale fu orientata a un unico, grande obiettivo: conciliare l’indagine razionale con la verità della fede cristiana.

Il trionfo editoriale di “Ipotesi su Gesù”

Messori iniziò a farsi strada nel giornalismo partendo dalla casa editrice Sei dei Salesiani, per poi approdare a “Stampa Sera” e partecipare, nel 1975, alla fondazione di “Tuttolibri” de “La Stampa” su invito di Arrigo Levi. Nel 1976 pubblicò l’opera che avrebbe cambiato per sempre il suo percorso e il dibattito culturale internazionale: “Ipotesi su Gesù” (Sei). Il libro, un’indagine rigorosa sulle origini storiche del cristianesimo, divenne un fenomeno editoriale da oltre un milione di copie vendute in Italia e traduzioni in 22 lingue. Spaventato e quasi schiacciato dall’improvvisa notorietà, Messori decise di ritirarsi per alcuni mesi nel Monferrato, dedicandosi unicamente alla meditazione e allo studio. Nel 1978 lasciò “La Stampa” per contribuire a fondare il mensile “Jesus”, trasformandolo in uno straordinario laboratorio di dialogo tra credenti, agnostici e atei.

I grandi dialoghi: da Ratzinger a Giovanni Paolo II

Intellettuale indipendente e dichiaratamente portatore di un “anticlericalismo cattolico” (capace di difendere strenuamente la Chiesa pur rivendicando autonomia di giudizio e criticando i difetti del clero), Messori raggiunse vette giornalistiche inesplorate. Nel 1985 firmò un altro clamoroso successo, “Rapporto sulla fede” (Edizioni San Paolo), frutto della primissima intervista concessa da un prefetto dell’ex Sant’Uffizio: l’allora cardinale Joseph Ratzinger. Il testo fece enorme scalpore e gli attirò le feroci critiche degli ambienti clericali più progressisti. Meno di dieci anni dopo, nel 1994, mise a segno un colpo storico: “Varcare la soglia della speranza” (Mondadori), il primo e unico libro-intervista scritto a quattro mani con un pontefice in carica, papa Giovanni Paolo II. L’opera affrontava le basi della fede e il futuro del Vangelo, diventando uno dei maggiori bestseller mondiali della storia editoriale e valendo all’autore il prestigioso Premio internazionale medaglia d’oro al merito della cultura cattolica.

Un’eredità di inchieste e riflessioni

Dalla rubrica “Vivaio”, curata per anni sulle colonne di “Avvenire” (e poi passata a “Il Timone”), nacquero innumerevoli saggi e riflessioni in cui la cronaca diventava il pretesto per “andare verso Dio”. Instancabile indagatore, Messori spaziò tra i temi più disparati dell’universo cattolico. Si occupò delle apparizioni mariane (“Il miracolo”, “Gli occhi di Maria”, “Ipotesi su Maria”), realizzò l’inchiesta “Opus Dei. Un’indagine” per sfatare le leggende sull’istituzione fondata da Escrivá de Balaguer, e scrisse di storie personali e conversioni (“Conversione. Una storia personale”, con Leonardo Mondadori). Non mancarono le polemiche, come quelle suscitate al Meeting di Rimini del 1990 su figure storiche del Risorgimento, o quelle relative alla sua indagine del 2005 sul delicatissimo caso Edgardo Mortara (“Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX”). Negli ultimi anni, provato dal lutto per la perdita della moglie Rosanna (autrice del commovente “Una fede in due. La mia vita con Vittorio”), la sua salute era progressivamente declinata, allontanandolo dalla scena pubblica, ma lasciando intatta la sua immensa eredità culturale e spirituale.

L'articolo È morto Vittorio Messori, addio al grande scrittore cattolico di “Ipotesi su Gesù”: Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Author
Il Fatto Quotidiano