Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Bonifica ex Acna di Cengio e ipotesi termovalorizzatore: “Per nuovi insediamenti prima l’analisi di rischio ambientale”

  • Postato il 19 maggio 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
Bonifica ex Acna di Cengio e ipotesi termovalorizzatore: “Per nuovi insediamenti prima l’analisi di rischio ambientale”

Cengio. La situazione ambientale e sanitaria del sito ex Acna di Cengio e nuovi insediamenti tra i punti all’esame del Consiglio regionale.

Il consigliere Roberto Arboscello (Pd) ha chiesto alla Giunta se il sito sia adatto come possibile localizzazione dell’insediamento di un impianto di termovalorizzazione, alla luce delle problematiche ambientali ancora irrisolte e delle criticità evidenziate nella nota del CTU del 2022, in particolare per quanto riguarda l’area A2, configuranti la presunta inidoneità a qualsiasi utilizzo.

Il consigliere ha citato nell’interrogazione un documento del febbraio 2022, trasmesso dalla Regione all’avvocatura dello Stato, in cui si afferma che “le attività poste in essere da Eni, per quanto configurate nell’ambito degli interventi di bonifica, non solo hanno lasciato irrisolte molte delle passività che contraddistinguono il sito, ma ne hanno addirittura acuite alcune”.

L’assessore all’ambiente Paolo Ripamonti ha risposto che il documento citato non è una valutazione amministrativa aggiornata e complessiva nello stato della bonifica, valutazione che compete esclusivamente al Ministero dell’Ambiente e che è ancora in corso.

L’assessore ha riportato in aula l’esito positivo delle valutazioni di Arpal sul piano di monitoraggio dell’ambiente e ha detto che, riguardo al profilo di rischio sanitario, “qualsiasi ipotesi di utilizzo delle aree dovrà essere valutata mediante un’analisi di rischio specifica in modo da garantire la tutela della salute, dei lavoratori e della popolazione”.

Ripamonti ha precisato che gli interventi di messa in sicurezza non costituiscono una bonifica integrale, ma un sistema di opere e di misure per contenere la contaminazione e interrompere l’esposizione, per cui “la sicurezza è assicurata attraverso il monitoraggio continuo e l’aggiornamento nel tempo delle misure adottate”.

Ripamonti ha spiegato che valutazioni in merito alla localizzazione di un impianto di termovalorizzazione potranno essere fatte solo dopo il 30 giugno 2026, data in cui scadrà il termine per l’invio di proposte di partenariato pubblico/privato e iniziative private.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti