A Loano la prima Giornata di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile: studenti e istituzioni uniti nel nome di Paolo Sarullo
- Postato il 19 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Loano. Si è conclusa in piazza Italia, con un gigantesco “No” formato da centinaia di ragazzi, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, amministratori e forze dell’ordine la giornata di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile svoltasi oggi a Loano.
L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, è partita alle 9 presso l’istituto Falcone, con gli interventi del questore Giuseppe Mariani, del vice prefetto Marco Freccero, del tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri Paolo Belgi, del consigliere regionale Rocco Invernizzi, del consigliere provinciale Demis Aghittino e del vice sindaco di Loano Gianluigi Bocchio. E’ poi stata la volta di Rossella Lamarra e Paolo Sarullo (in videoconferenza), Kiro Attia (cugino di Aba, il ragazzo ucciso tra i banchi di scuola a Spezia).
“La vita di Paolo è cambiata il 19 maggio 2024 – ha spiegato Rossella Lamarra a IVG – Perciò per questa iniziativa abbiamo scelto la data del 19 maggio perché rappresenta un prima e il dopo. La storia di paolo è molto tragica, ma trasmette anche fiducia nel futuro: la sua apertura al perdono è stata molto importante. Negli ultimi mesi abbiamo chiesto al Governo (a marzo siamo stati in Parlamento e la settimana scorsa al Ministero dell’Istruzione) di istituire il 19 maggio quale giornata di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile. I tempi tecnici sono lunghi, il disegno di legge è stato presentato in parlamento e aperto agli emendamenti, ma grazie all’appoggio di Regione Liguria (che proporrà un ordine del giorno per istituire la giornata a livello regionale), del Comune di Loano e dell’istituto Falcone è stato possibile promuovere questa prima giornata. E’ un segnale: occorre schierarsi contro certi fenomeni di violenza, come quelli che hanno colpito Paolo e che ogni giorno colpiscono molte altre persone. Purtroppo è un tema che non bisogna sottovalutare e su cui occorre lavorare”.
Il dirigente scolastico Mosè Laurenzano: “L’istituto Falcone e la Fondazione Uniti per Paolo sono uniti per promuovere la cultura della non violenza. E’ uno dei temi che abbiamo scelto in sede di consiglio di istituto quest’anno e uno dei temi fondanti del nostro Piano di offerta formativa. Questa collaborazione, quindi, continuerà anche nei prossimi anni”.
E’ intervenuto poi, in videoconferenza, Paolo Sarullo, che a breve verrà dimesso dal centro di La Spezia in cui si trova attualmente e, come annunciato dalla sorella Rossella, con tutta probabilità proseguirà il suo percorso di recupero sottoponendosi a una nuova terapia di riabilitazione sperimentale: “L’anno prossimo sarò lì di persona – ha detto agli studenti del Falcone – Ragazzi, non mollate un caxxo. Ma comportatevi bene, mi raccomando. Vi voglio bene”.
Sono arrivati anche i saluti da parte sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Paola Frassinetti: “Con forte partecipazione istituzionale ed emotiva saluto a questa iniziativa dell’istituto Falcone dedicata alla sensibilizzazione sul tema della violenza giovanile. La quotidiana testimonianza di Paolo Sarullo, in particolare da Sanremo in poi, è diventata un messaggio collettivo di speranza, responsabilità e perdono”.
“Chiedete giustamente che la scuola faccia la sua parte nel processo educativo nella prevenzione della dilagante violenza giovanile. Posso assicurarvi che il Governo Meloni e il Ministero hanno fatto un pilastro della cultura del rispetto. Sia sul fronte di favorire l’assunzione di responsabilità personale anche intervenendo sulle condotte devianti, sia sul fronte del sostegno al disagio e alla fragilità giovanile, spesso alla base di comportamenti violenti. Nel corso di un’audizione presso la commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ho evidenziato come negli ultimi anni numerose indagini ufficiali, condotte a livello nazionale, registrano un aumento dei fenomeni di disagio giovanile, con esordio sempre più precoce, che possono sfociare in disturbi depressivi, comportamentali, dipendenze, fino ai casi più estremi di autolesionismo o suicidio e anche di violenza contro gli altri, come quello subito da Paolo. La scuola ha preso carico di questa emergenza assumendo diverse iniziative promosse dal ministero e promuovendo la cultura del rispetto quale asse fondante delle nuove linee guida di educazione civica. E’ operativa da questo mese anche la piattaforma telematica ‘Ascoltami’ per il supporto psicologico degli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, su tutto il territorio nazionale. Sono stati inoltre rafforzati gli strumenti educativi legati alla responsabilità degli studenti: in primis la riforma del voto in condotta, che prevede anche la sostituzione delle sospensioni lunghe con attività socialmente utili e percorsi di cittadinanza attiva. Con la legge 70 del 2024 abbiamo introdotto nuove misure contro il bullismo e il cyberbullismo, che prevedono protocolli con famiglie e autorità giudiziaria e servizi sociali e tavoli permanenti anche presso il Ministero dell’Istruzione per monitorare il fenomeno”.
“La vita di Paolo si è spezzata e poi lentamente ricomposta. La sua testimonianza è sprone per tutta la scuola e per le istituzioni a promuovere la cultura del rispetto. Perché, proprio per mutuare le parole di Paolo, ‘quanto accaduto non deve accadere più a nessuno’”.
Alle 10 è iniziata la passeggiata: studenti e partecipanti si sono ritrovati sul lungomare, di fronte all’istituto, sono passati davanti al murales della legalità dedicato a Falcone e Borsellino, hanno proseguito sul lungomare e hanno raggiunto piazza Italia per il momento conclusivo. In un flash-mob, i presenti hanno dato vita ad una gigantesca scritta “No” per dire no alla violenza giovanile.
Ancora Rossella Lamarra: “Quello di oggi è stato un momento di grande valore umano e sociale, reso possibile grazie alla vicinanza e all’impegno concreto dell’amministrazione comunale padrona di casa, a partire dal sindaco Luca Lettieri, passando per l’intervento della sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito onorevole Paola Frassinetti, del vice prefetto Marco Freccero, del questore Giuseppe Mariani e del comandante dell’Arma dei Carabinieri Gennaro Vasquez, della Regione Liguria, del consigliere della Provincia di Savona Demis Aghittino e del sindaco di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa. La Fondazione desidera inoltre esprimere profonda riconoscenza al dirigente scolastico Mosè Laurenzano, ai docenti, agli studenti e a tutti coloro che hanno partecipato attivamente, portando il proprio contributo umano e personale e rendendo possibile la realizzazione di questa importante giornata”.
“Come Fondazione Uniti per Paolo ETS, ci metteremo presto al lavoro insieme a Prefettura, Questura, Regione, Comune e Ministero affinché le parole ascoltate oggi possano trasformarsi in atti concreti, per Paolo, per le famiglie e per tutti i nostri giovani. Un ringraziamento speciale va inoltre al Comitato Scientifico della Fondazione Uniti per Paolo ETS e a tutti i collaboratori volontari che ogni giorno mettono competenza, professionalità e cuore al servizio di questa causa, tra cui la psicologa forense Monica Caccia, il legale Paolo Gianatti e il consulente ETS, Enrico Montefiori. Un ultimo ringraziamento, non certo per importanza, va a Kito Attia, cugino di Aba (il ragazzo della La Spezia accoltellato e ucciso tra i banchi di scuola)e grande amico della Fondazione. Con lui nasceranno importanti progetti da sviluppare sul territorio spezzino, con l’obiettivo di promuovere prevenzione, dialogo e cultura della legalità tra i giovani”.
“La speranza della Fondazione Uniti per Paolo ETS è di aver trasmesso un messaggio chiaro: ognuno, nel proprio piccolo, può fare qualcosa di concreto. Perché soltanto insieme, facendo rete e unendo le forze, si possono costruire grandi cose e offrire ai nostri giovani un futuro migliore, più sicuro e più umano”.